Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

lunedì 25 ottobre 2010

NO ELIPORTO: GRANDE SUCCESSO PER LA BICICLETTATA



domenica 24 ottobre

COMITATO NO ELIPORTO
GRANDE SUCCESSO PER LA BICICLETTATA CONTRO L'ELIPORTO



Ieri, circa 200 persone hanno preso parte alla biciclettata indetta dal Comitato NO Eliporto, per ribadire che il nostro territorio non si presta all'ennesima speculazione della Giuta Formigoni.

Nonostante il freddo e la giornta uggiosa, la partecipazione è stata buona, a riconferma del fatto che la cittadinanza è determinata a difendere il Parco e la salute dei territorio.
Il nutrito corteo è partito dalla cascina dentro il parco Nord alle 14,30, per attraversare tutti i comuni limitrofi al parco e concludersi davanti all'complesso scolastico di via Gorkj.

Come Sinistra Unita Bressese abbiamo preso parte con entusiasmo all'iniziativa e continueremo a lavorare all'interno del Comitato e nelle sedi politiche opportune affinchè il progetto venga ritirato. Rietniamo, inoltre, che iniziative di questo tipo vadano continuate e che sia giunto il momento di intensificare la nostra lotta. Non permetteremo mai che la salute dei cittadini sia messa a repentaglio per operazioni politiche puramente speculative come quella che la Regione Lombardia sta tentado di mettere in atto con la costruzione della rete eliportuale.

domenica 24 ottobre 2010

VERSO L’UNITA’ DELLA SINISTRA BRESSESE









Qui di seguito vi riportiamo il documento, sottoscritto dai compagni di Rifondazione Comunista e di Sinistra Ecologia e Libertà, che lancia la nascita della Sinistra Unita Bressese. Quello che viene proposto è un progetto politico locale, aperto, e innovativo, che punta a dare un indirizzo unitario e di sinistra alle politiche attinenti al nostro territorio.





Il mondo ha bisogno della “Sinistra”. In questi ultimi anni ha preso corpo un sistema di relazioni umane ed economiche sempre di più incentrato su logiche produttive e finanziarie su scala planetaria che agevolano i processi di accumulazione delle rendite e dei capitali su pochi centri di potere, ridimensionando i poteri legittimi degli Stati ed il controllo democratico, generando nuove e pervicaci diseguaglianze.

Una sorta di pensiero unico, insensibile ad ogni tentativo di approccio critico e ad ogni, sia pur, blando dissenso, ha invaso la coscienza collettiva, inducendo atteggiamenti di rassegnata inerzia.

Il nostro Paese, la nostra Città, non fanno eccezione, anche se nel corpo sociale si intravedono e si muovono forze e pulsioni che lasciano ancora sperare “in un altro mondo possibile”.

Che fare allora?

Anzitutto bisogna partire da un principio di realtà: in questa fase della nostra storia, la Sinistra è culturalmente minoritaria e deve ricercare un nuovo senso, un nuovo linguaggio, ed una nuova identità per contribuire a “contaminare il mondo” con i propri valori.

Parlare di valori significa prendere posizione, senza infingimenti e senza mistificazioni.

Se si parla di lavoro, la Sinistra dice, in maniera chiara e netta, che il “valore del lavoro” è prevalente rispetto al “valore del mercato” e che il valore dell’impresa è direttamente dipendente dall’utilità sociale e dalla qualità del lavoro che se ne ricava e non dai margini di profitto realizzati.

Se si parla di politica fiscale, la Sinistra ha in mente un modello di imposizione progressiva basato sulle ricchezze reali, sulle rendite e sui patrimoni, in grado di movimentare significativi processi di redistribuzione del reddito e di promuovere l’uguaglianza tra gli uomini, di fatto e di diritto.

Se si parla di popoli migranti, la Sinistra ha a cuore la sofferenza del migrante e il bisogno di una integrazione reale, in uno spirito di solidarietà umana e nel rispetto dei principi costituzionali.

Se si parla di tutela dell’ambiente, la Sinistra dice che non si può più procedere con i vecchi schemi dello “sviluppo sostenibile” ma che bisogna fermarsi in tempo e ripensare un sistema di vita e un modello di sviluppo diversi e compatibili, prima che il consumo delle risorse della Terra arrivi al punto di non ritorno.

Se si parla di scuola, di ricerca e di cultura, la sinistra dice che la scuola è pubblica. L’università, la ricerca, la cultura sono il cardine principe per una nuova Italia. Per dare speranza, lavoro e futuro ai giovani di questo paese.

L’unità diventa un ineludibile dovere, una imminente responsabilità, un imperativo categorico, ora e subito.

Per questo i compagni di Sinistra Ecologia e Libertà e di Rifondazione Comunista di Bresso, che già dal 2008 condividono nello stesso gruppo il lavoro istituzionale, nell’attesa della maturazione di istanze unitarie anche a livello nazionale, decidono di dar vita ad un movimento politico locale, aperto, per la costituzione della “Sinistra Unita Bressese”, con lo scopo di affrontare insieme le questioni che attengono alla vita del nostro territorio e del nostro Paese.

martedì 12 ottobre 2010

DOMENICA 24 ORE 14,30: IN BICI PER DIRE NO ALL'ELIPORTO









COMITATO NO ELIPORTO
DOMENICA 17
ORE 15
CASCINA DEL PARCO NORD
IN BICI PER DIRE NO ALL'ELIPORTO


Domenica 17 Ottobre il comitato NO eliporto ha organizzato una manifestazione in bicicletta. La partenza è prevista intorno alle 15 dalla cascina dentro il Parco Nord. Successivamente il corteo di biciclette si dirigeràverso tutti i comuni limitrofi al parco.


La battaglia intorno all'eliporto si fa sempre più dura. Dopo una prima fase in cui insieme al Comitato abbiamo sensibilizzato la cittadinanza e raccolto oltre 10.000 firme, è giunto il momento di alzare il tiro e chiedere alla Regione il ritiro del progetto. Per farlo stiamo incominciando a programmare una lunga serie di manifestazione pubbliche di forte impatto. La battaglia sarà dura, ma se saremo determinati possiamo farcela.


Per incominciare con il piede giusto è fondamentale la riuscita di questa prima manifestazione, perciò vi invitiamo a partecipare con entusiasmo, anche solo per brevi tratti del percorso, e dare la massima diffusione possibile a questo evento.

DIFENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO DALLA SPECULAZIONE DI FORMIGONI. OPPONIAMOCI CON DETERMINAZIONE A QUESTO FOLLE PROGETTO


Qui di seguito il percorso dettagliato:

Partenza cascina centro-parco ore 15.00 superato il ponte su via Clerici uscita parco via Suzzani.
Milano : via Suzzani – via Arezzo – P.zza S.Giuseppe – rientro parco ponte via Berbera.
Bresso : via Villoresi- via XXV Aprile – via Milano – via Roma – via Corridoni.
Cormano : via Borromeo – via Promessi Sposi – via Manzoni – via Clerici – via Garibaldi – via Veneto – via Caduti della Libertà – via Battisti – via Sauro.
Cusano Milanino: via Manzoni – via Matteotti -viale Cooperazione – via XXV Aprile.
Cinisello B.mo : via XXV Aprile – via Montesanto – via Garibaldi – P.zza Gramsci giro piazza - via Cavour – via Mazzini – via Papa Giovanni XXIII- via Dante – via Manzoni - via Monfalcone – via Gorki – via Ferri – via Partigiani.
Sesto S. Giovanni: via S. Denis – via Rovani – via Milanese – ponte su viale Fulvio Testi.
Arrivo davanti al centro scolastico omnicomprensivo.

sabato 9 ottobre 2010

16 OTTOBRE: TUTTI A ROMA!

Pubblichiamo il videoappello di Luciano Muhlbauer a sostegno della manifestazione indetta per il 16 ottobre a Roma dalla FIOM...

venerdì 1 ottobre 2010

Per favore non chiamatela fiducia


di Paolo Ferrero

Fiducia. Mai parola è stata tanto bistrattata come ieri (n.d.r 29 settembre). Calcolo politico, ambizioni personali, soldi, corruzione spicciola. Tanti sono i motivi del voto ottenuto da Berlusconi in Parlamento ma per favore non ci dicano che ha avuto la fiducia. Non degli onorevoli (si fa per dire) che lo hanno votato per i motivi più disparati e spesso opposti; non del paese che certo non lo vede più come il salvatore della patria. Ieri Berlusconi ha rappattumato una maggioranza e quindi il governo prosegue, ma i problemi che hanno determinato l’apertura della crisi estiva non sono stati risolti: non il rapporto tra secessionismo leghista e potentati meridionali; non il rapporto tra politica e magistratura; non il rapporto politico tra Berlusconi e Fini.
Il voto di ieri non rappresenta un punto di arrivo ma di passaggio, che lascia inalterata la situazione di instabilità. Un passaggio che costituisce un successo di Fini il quale non solo non si è dimesso da Presidente della Camera come Berlusconi reclamava a gran voce ma che a questo punto costituisce una componente essenziale della maggioranza. Una maggioranza a tre gambe - e non due come volevano Berlusconi e Bossi – con Fini che passa alla costruzione del partito. Vi è quindi una oggettiva modificazione del centrodestra che rafforza Fini e indebolisce Berlusconi.


Ho sin qui parlato di “politique politicienne” perché è del tutto evidente che le contraddizioni della destra non sono relative allo stato del paese. Mentre alla Camera si discuteva sul governo, al Senato è stato approvato il Disegno di legge sul lavoro che sostanzialmente abolisce la vigenza del contratto nazionale di lavoro per tutti i nuovi assunti. Questo provvedimento contro cui abbiamo fatto lo sciopero della fame in primavera, rappresenta a livello legislativo quello che il diktat di Pomigliano ha rappresentato sul piano contrattuale. Sul versante delle politiche economiche e sociali, Fini e Berlusconi non hanno quindi alcuna contraddizione.
Esprimono la stessa politica reazionaria e padronale che vuole scaricare i costi della crisi sulle spalle dei lavoratori in un processo di impoverimento del paese.A questo punto il centrosinistra non ha più alibi. L’obiettivo di cacciare questo governo, che più rimane in carica e più fa danni, deve diventare il punto principale dell’iniziativa politica. Nei giorni scorsi abbiamo concordato sull’opportunità di costruire un fronte democratico per andare alle elezioni e sconfiggere Berlusconi. Questo fronte democratico deve cominciare a funzionare subito con l’obiettivo esplicito della cacciata del governo. Per questo decisiva è la riuscita della manifestazione del 16 ottobre che deve diventare una grande manifestazione di popolo contro governo e Confindustria. Cosa aspetta il Pd ad aderire?