Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

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lunedì 25 ottobre 2010

NO ELIPORTO: GRANDE SUCCESSO PER LA BICICLETTATA



domenica 24 ottobre

COMITATO NO ELIPORTO
GRANDE SUCCESSO PER LA BICICLETTATA CONTRO L'ELIPORTO



Ieri, circa 200 persone hanno preso parte alla biciclettata indetta dal Comitato NO Eliporto, per ribadire che il nostro territorio non si presta all'ennesima speculazione della Giuta Formigoni.

Nonostante il freddo e la giornta uggiosa, la partecipazione è stata buona, a riconferma del fatto che la cittadinanza è determinata a difendere il Parco e la salute dei territorio.
Il nutrito corteo è partito dalla cascina dentro il parco Nord alle 14,30, per attraversare tutti i comuni limitrofi al parco e concludersi davanti all'complesso scolastico di via Gorkj.

Come Sinistra Unita Bressese abbiamo preso parte con entusiasmo all'iniziativa e continueremo a lavorare all'interno del Comitato e nelle sedi politiche opportune affinchè il progetto venga ritirato. Rietniamo, inoltre, che iniziative di questo tipo vadano continuate e che sia giunto il momento di intensificare la nostra lotta. Non permetteremo mai che la salute dei cittadini sia messa a repentaglio per operazioni politiche puramente speculative come quella che la Regione Lombardia sta tentado di mettere in atto con la costruzione della rete eliportuale.

lunedì 26 luglio 2010

Comitato No Eliporto: Consegnate in Regione le 10.000 firme contro l’eliporto nel Parco Nord








Comitato No Eliporto
Consegnate in Regione le 10.000 firme contro l’eliporto nel Parco Nord



Una delegazione del Comitato No Eliporto, ha consegnato nelle mani dell’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Raffaele Cattaneo le oltre 10.000 firme raccolte contro il progetto, condiviso dalla Regione, di costruire dentro il Parco Nord, la base operativa e logistica di un sistema eliportuale che interessa tutto il nord Italia.

Progetto che ricordiamo ancora, porterebbe a centinaia di voli quotidiani sopra le nostre teste, a migliaia di metri cubi di cemento rovesciati in mezzo al Parco Nord, con conseguenze devastanti in termini di impatto ambientale, inquinamento acustico e di sicurezza (il Parco è inserito in un’area urbana popolata da oltre 350.000 cittadini). Il tutto per una realizzazione, che sarà un affare da centinaia di milioni di euro per le aziende costruttrici di elicotteri (Westland Augusta) ed infrastrutture (Technimont) e per i loro padrini politici (Formigoni e CL). Il tutto per una realizzazione che andrà a vantaggio di una minoranza che potrà spostarsi in elicottero a danno di tutta la collettività residente nei Comuni limitrofi al Parco.

Il Comitato No Eliporto è il risultato di una forte mobilitazione dal basso di cittadini, associazioni, partiti, che in questi mesi hanno dato vita a decine di iniziative pubbliche in tutti i Comuni interessati; un lavoro di informazione capillare di cui le 10.000 firme raccolte sono l’elemento più tangibile.

Gli interessi in gioco che spingono alla realizzazione del progetto sono fortissimi, noi, che del Comitato, siamo stati fra i promotori e che vi abbiamo aderito fin dalla prima ora, siamo consapevoli che sarà possibile salvare il Parco solo attraverso la mobilitazione, attraverso la partecipazione attiva e consapevole delle migliaia di cittadini interessati. Il lavoro svolto fino ad ora, le firme raccolte, sono solo la base da cui partire per il lavoro che ancora ci attende. La mobilitazione continuerà più grande e più forte di quella che è stata finora e noi saremo in prima linea con tutto il nostro impegno, con un unico obiettivo possibile: il ritiro del progetto. No Eliporto nel Parco Nord!

Partito della Rifondazione Comunista
Circolo F. Conti - Bresso

sabato 22 maggio 2010

Muhlbauer nuovo coordinatore cittadino di Milano per il PRC



“RIFONDAZIONE DISPONIBILE A LISTA UNICA E UNITARIA DELLA SINISTRA PER ELEZIONI COMUNALI ”


Il Comitato Politico Federale, cioè il “parlamentino”, della Federazione di Milano del PRC ha chiuso martedì notte la fase di intenso dibattito seguita alla sconfitta elettorale delle regionali, approvando a larghissima maggioranza un documento politico e ridefinendo gli incarichi di direzione politica ai massimi livelli.


Tra le novità più significative troviamo l’ingresso nella Segreteria provinciale, con l’incarico di Coordinatore Cittadino di Milano, dell’ex-consigliere regionale, Luciano Muhlbauer.




Dopo la sua elezione a Coordinatore cittadino, Muhlbauer ha dichiarato:


La sconfitta elettorale alle regionali e il risultato fortemente negativo di Rifondazione e delle sinistre nel loro insieme richiedono un decisivo cambio di passo, anche in vista delle imminenti elezioni comunali di Milano.


Oggi a Milano è la realtà della disastrosa esperienza amministrativa della Giunta Moratti a porre concretamente il problema della costruzione di un’alternativa ai 17 anni di governo delle destre della città. Quella alternativa è tutta da costruire, ma è possibile, come dimostrano anche le molte voci ed energie che in città si stanno già impegnando positivamente in quella direzione.


Tuttavia, un’alternativa al governo Pdl-Lega di Milano non può certo prescindere dal contributo e dalla presenza delle sinistre, anzitutto perché la sinistra, sebbene in forte crisi nelle sue espressioni politiche organizzate, è però una realtà viva e significativa nella società milanese. In altre parole, a una domanda di sinistra corrisponde un’offerta del tutto inadeguata.


Il problema sta dunque nella ri-sintonizzazione della rappresentanza politica con la realtà vissuta quotidianamente dai ceti popolari milanesi, in particolare i giovani, che sono tra le principali vittime del grigiore politico e culturale dell’amministrazione Moratti-De Corato-Lega.


Il primo passo dev’essere un segnale di innovazione e cambiamento rispetto a quel recente passato segnato dall’autoreferenzialità e dalle continue divisioni e scissioni in seno alla sinistra.


Per questo, con il documento politico approvato a Milano, Rifondazione propone a tutte le forze a sinistra del Pd l’apertura immediata di un confronto, affinché si affronti insieme il percorso elettorale e il confronto con la città, chiarendo da subito che siamo pronti a fare la nostra parte per il superamento della frammentazione, compresa la definizione di un’unica lista elettorale delle sinistre.


Milano, 20 maggio 2010

martedì 2 marzo 2010

il finanziamento pubblico alla scuola privata


I NUMERI, I TRUCCHI E I
PRIVILEGI, PUBBLICATO IL RAPPORTO 2009

di Luciano Muhlbauer – Consigliere regionale PRC



Il finanziamento pubblico alla scuola privata in LombardiaA guardare i numeri, infatti, al governo regionale non sembra importare molto dei destini della scuola pubblica, visto che nell’anno scolastico 2008/2009 ben l’80% dei fondi regionali per il diritto allo studio è stato destinato in via esclusiva agli studenti delle scuole private, frequentate però soltanto il 9% degli studenti.E lo strumento principale di finanziamento della scuola privata è stato anche quest’anno, come nei sette precedenti, il buono scuola, nel frattempo ri-denominato “dote per la libertà di scelta”. Con questo buono sono stati girati alle scuole private ben 45 milioni nell’anno scolastico 2008/2009 e ne verranno girati oltre 50 milioni in quello 2009/2010. Complessivamente, dal 2001 ad oggi, sono stati così drenati quasi 400 milioni di euro dalle tasche dei contribuenti a quelle della lobby della scuola privata.E pur di poter garantire questo finanziamento privilegiato alla scuola privata, gli uomini di Clnon si vergognano neanche di erogare, in piena crisi economica, un sussidio pubblico a persone che, bontà loro, non ne avrebbero nemmeno bisogno.Infatti, per riuscire nel miracolo poco cristiano di elargire ai due terzi dei 98mila studenti delle private lombarde un sussidio regionale, il governo Formigoni-Lega ha truccato le regole del gioco. Cioè, mentre i genitori degli studenti della scuola pubblica devono esibire il certificato Isee –il riccometro- per poter accedere a un piccolo contributo, i richiedenti il buono scuola godono di un meccanismo inventato ad hoc per loro, denominato “indicatore reddituale”, dove i limiti di reddito sono molto più tolleranti e, soprattutto, dove non si deve dichiarare la propria situazione patrimoniale, sia mobiliare, che immobiliare.E il risultato di questo trucco è tanto stupefacente, quanto indecente, considerato che oltre 4mila beneficiari del buono scuola dichiarano al fisco addirittura un reddito tra 100mila e 200mila euro annui oppure che altri risultano residenti nella zone più prestigiose e costose delle nostre città, come per esempio Galleria Vittorio Emanuele o via Manzoni a Milano.Insomma, lo scandalo che da anni denunciamo, cioè gli sfacciati privilegi della lobby della scuola privata, non solo si rinnova, ma si aggrava, perché il flusso di denaro pubblico alla scuola privata si intensifica proprio nel momento in cui il Governo sta portando l’attacco più pesante alla scuola pubblica, sostenendo che non ci sarebbero più soldi per nessuno.Il nostro dossier rappresenta l’unico rapporto di minoranza sull’argomento esistente in Lombardia e mostra quello che il Pirellone vuole invece nascondere. E faremo di tutto per diffonderlo, perché i cittadini lombardi, anzitutto quelli che non la pensano come noi, possano sapere. Poi, ognuno tragga le sue conclusioni.Da parte nostra, annunciamo sin d’ora che in occasione della discussione del bilancio regionale, il 15 e 16 dicembre prossimi, riproporremo il problema dell’abolizione dei privilegi della scuola privata. E auspichiamo di non essere gli unici.

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