Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

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domenica 5 giugno 2011

INIZIATIVE

mercoledì 8 giugno ore 21,00
presso la sala della Cooperativa 
Via Bologna 5/7

mercoledì 1 giugno 2011

COMITATO BRESSESE PER I Sì AI REFERENDUM

APPELLO PER I REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO

Per cancellare il nucleare, per l’acqua bene pubblico, per cancellare il legittimo impedimento, quattro SÌ il 12 e 13 giugno.

Si è costituito Comitato bressese per i SÌ ai referendum del  12 e 13 giugno.

Il nucleare.
Il governo ha voluto riportare l’energia nucleare in Italia dopo un referendum nel 1987 che l’aveva rifiutata. Il nucleare è un cattivo affare: costa troppo, quasi tutti i paesi lo stanno abbandonando e in Italia le centrali non entrerebbero in funzione che tra quindici anni. Dopo gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima l’energia nucleare si è dimostrata una minaccia per la salute delle persone. L'efficienza energetica e le energie rinnovabili come il solare sono la strada che l’Italia deve seguire.

L’acqua.
Il governo impone il passaggio a imprese private del controllo e della gestione dell’acqua, considerandola una merce come le altre, dimenticando che l’acqua è un servizio essenziale, un diritto dei cittadini, un bene comune. Qui i referendum sono due: uno sulla gestione privata e l’altro sui profitti delle imprese - la legge prevede per i gestori un rendimento non inferiore al 7%. La privatizzazione non porterebbe a un miglioramento dell’efficienza, ma alla perdita del controllo da parte delle comunità locali su una risorse essenziale, all’aumento dei profitti e del potere delle multinazionali dell’acqua, al moltiplicarsi dei prezzi pagati dai cittadini.

Il legittimo impedimento.
Il governo ha introdotto il “legittimo impedimento” che permette al Presidente del Consiglio e ai Ministri di non comparire in udienza penale per la durata della loro carica. E’ un segno dell’arbitrio del potere politico e dell’”impunibilità” dei potenti.

Siamo convinti che di fronte ad un oscuramento dei media ed al palese tentativo del governo di far saltare il quorum, sia necessaria un’ampia mobilitazione dal basso che in primo luogo informi e convinca i cittadini di quanto sia importante recarsi a votare e far vincere i SÌ.
  

Per adesioni:


Prime adesioni: Associazione Culturale Entropia, Associazione Culturale Rivolta, Associazione Sueno Film, Associazione Giò. CO: RE, Federazione della Sinistra, Gruppo Consiliare La Sinistra l'Arcobaleno, Partito Democratico, Sinistra Critica, Sinistra e Libertà.

domenica 8 maggio 2011

La Sinistra ha bisogno del Mondo. Il Mondo ha bisogno di “Sinistra”






Pubblichiamo il documento politico presentato sabato 7 maggio, durante la giornata di inaugurazione della Casa della Sinistra di Bresso

La Sinistra ha bisogno del Mondo. Il Mondo ha bisogno di “Sinistra”.

Nell’ultimo ventennio l’accelerazione del carattere neoliberista delle politiche economiche unita alla rivoluzione tecnologica sono stati gli elementi costituenti di quel processo di “fusione a freddo” che ha preso il nome di globalizzazione. Un processo basato su di un sistema di relazioni umane ed economiche unicamente votato alla logica del profitto. Il meccanismo di “governance” globalmente edificato, ha utilizzato le leve della speculazione finanziaria e della guerra “ a bassa intensità” come strumenti di ordinaria amministrazione. La costruzione e la successiva esplosione di bolle speculative internazionali, l’innesco di una serie di guerre cosiddette “umanitarie”, sono il portato evidente di questa politica. Oggi, più di sempre, nuove masse di migranti cacciati dalle guerre, dalle persecuzioni e dalla povertà sono in marcia per raggiungere le “città stato” della “fortezza Europa”, dove saranno oggetti di politiche inumane e repressive, le quali fanno in modo da metterli contro l’esercito di vecchi e nuovi poveri che quelle città già abitano.
In questo quadro in Europa e, segnatamente, in Italia negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva erosione della Sinistra. Una Sinistra che, nel suo complesso, non può vantare solo luci. Infatti, su quelli che sono i temi storici della propria iniziativa – lavoro, diritti, accoglienza, pace – spesso non è stata in grado di fornire una risposta univoca. A volte è apparsa contraddittoria ed involuta e, in generale, non è mai stata in grado di rappresentare una valida alternativa al neoliberismo dilagante.
Questa erosione non si misura solamente ricordando la serie di tracolli elettorali che ne hanno cancellato la rappresentanza nelle istituzioni parlamentari nazionali ed europee, ma, e soprattutto, in termini di cultura e di egemonia.  
Di fronte alle profonde trasformazioni degli ultimi decenni, la Sinistra ha perso la sua capacità propulsiva di cambiamento, di elaborazione e di proposta di un modello alternativo di sviluppo e di società.
Di fronte ad un contesto sociale sempre più conflittuale, ad un impoverimento progressivo delle classi più deboli, alle lotte organizzate dei lavoratori per salvare le loro fabbriche, alle lotte di una generazione di precari per riconquistare diritti negati, alle lotte degli studenti per salvare la scuola pubblica e per dare dignità al proprio futuro, alle lotte dei migranti per i loro diritti spicca l’assenza di una sinistra politica in grado di essere sponda, sintesi e motore di un cambiamento.
Ricostruire la Sinistra oggi significa innanzitutto ricominciare ad ascoltare e comprendere i processi in atto, significa ricercare un nuovo senso, un nuovo linguaggio ed una nuova identità per contribuire a contaminare il mondo con i nostri valori e costruire un altro mondo possibile.
Ricostruire la Sinistra oggi significa restituire dignità al Lavoro, umiliato e reso mera variabile dipendente del capitale. Significa affermare che la tutela dell’ambiente è questione fondamentale, che bisogna fermarsi in tempo, ripensare un sistema di vita e un modello di sviluppo diversi e compatibile. Significa lottare ed affermare i diritti di migranti e minoranze, oggi lampante esempio di democrazia negata.
Ricostruire la Sinistra oggi significa percorrere un lungo cammino di analisi, che deve partire dalle esperienze e dalle conquiste del XX secolo. Questo, però, deve essere contestualizzato ad un una fase completamente diversa dove indispensabile diventa la ricerca di nuove forme e pratiche politiche.
Ricostruire la Sinistra oggi significa dare spazio alle nuove generazioni, offrire uno spazio anche fisico dove un giovane possa vivere la politica come momento culturale creativo di formazione e di crescita. Uno spazio da riempire di passione. Perchè questo dovrebbe essere la politica: la passione di occuparsi del mondo.
La  Sinistra del nuovo millennio è un percorso in divenire, un libro tutto da scrivere. Noi vogliamo contribuire scrivendo una piccola pagina, in questa “Casa della Sinistra” di Bresso. Una “Casa della Sinistra” che vuole diventare spazio aperto, partecipato, plurale, dove culture diverse possano incontrarsi e confrontarsi, un laboratorio di discussione politica, di iniziative, di dialogo. Una casa comune per chi si sente di sinistra e ha voglia di mettersi in gioco e di dare il proprio contributo.
Vogliamo questo e lo vogliamo subito, a partire dalla prossima battaglia referendaria contro il nucleare e per l’acqua bene comune. Ennesimo bene pubblico e diritto di tutti che si vorrebbe mercificare e piegare alla logica del mercato.

La Sinistra ha bisogno del Mondo. Il Mondo ha bisogno di “Sinistra” , costruiamola insieme!

venerdì 11 giugno 2010

NON CE LA DARANNO A BERE


Con grande piacere pubblichiamo il seguente articolo, tratto dal giornalino scolastico
"6--" del Liceo Russel di Milano. E' un articolo che descrive in maniera molto esauriente le questioni relative all'acqua e alla sua privatizzazione.

Non ce la daranno a bere
di Matteo Zaffalon
studente del liceo Russel

Ieri l’acqua era un bene comune, naturale, finito ed indispensabile per la sopravvivenza di ogni essere vivente. Oggi, con l’approvazione del Decreto Ronchi (D.L. n°135 del 25/09/09), l’acqua entra a far parte dell’elenco dei prodotti su cui è possibile guadagnare speculando. È in atto un assedio ai nostri portafogli: pur di spremere al consumatore anche l’ultimo euro, ora hanno pensato di prenderci per sete. Resistere è inutile, prima o poi dovremo aprire quel rubinetto che sempre di più assomiglia ad una pompa di benzina.

A questa situazione, purtroppo definibile come una privatizzazione senza compromessi, si è arrivati progressivamente partendo dal ‘94 con il contributo di governi di sinistra e di destra. Il privato si è insinuato sempre più in profondità come un veleno che contamina progressivamente il corpo. Analizziamo ora l’iter legislativo che ha avuto l’acqua in Italia. La Costituzione, con l’articolo n°43, sottolinea l’importanza di affidare ad enti pubblici servizi essenziali che abbiano carattere d’interesse generale, ma non definendo un obbligo in questo senso, le privatizzazione hanno avuto strada spianata. L’epopea ebbe inizio con la costituzione delle ATO (Ambito Territoriale Ottimale) e passando attraverso provvedimenti (*) che affidano fette sempre maggiori di proprietà della rete a privati, si è arrivati ai due testi più significativi e allo stesso tempo disarmanti: il D.L. n°112/08 (Art. 23-bis) e il famigerato Decreto Ronchi. Quale epitaffio migliore di questo: “Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria a favore di imprenditori o di società in qualunque forma […]”.

La tendenza degli ultimi 15anni ha voluto lasciare sempre più spazio al privato per garantire un regime concorrenziale altresì nella distribuzione dell’acqua, anche se non è immaginabile che il privato possa anche solo competere con il pubblico. Quest’ultimo, infatti, non ha nessuna necessità di trarre un utile dalla gestione del servizio, al contrario delle varie multinazionali, garantendo così prezzi accessibili a tutti e attenzione nella manutenzione della rete. Se ipoteticamente immaginassimo che il privato fosse in grado di fornire l’acqua a tariffe inferiori delle municipalizzate, questo sarebbe possibile solo attraverso tagli sulla manutenzione e sul personale. Purtroppo, con il Decreto Ronchi, non sarà possibile neanche questo scenario: ci limiteremo ad assistere allo spartimento del mercato dell’oro blu tra società di servizi che per forza di cosa aumenteranno le tariffe per assicurarsi prima di tutto un guadagno.


CLICCA QUI per leggere la versione integrale dell'articolo


lunedì 3 maggio 2010

Campagna referendaria "ACQUA BENE COMUNE"


PER ORIENTARSI:
Si firma per tre quesiti. Il primo ha lo scopo di fermare la privatizzazione dell'acqua , impedendo che venga mercificata. Molti comuni italiani hanno già scelto la strada della privatizzazione e questo ha significato un aumento del costo dell'acqua senza un miglioramento del servizio. Il secondo quesito è consequenziale: favorire la ripubblicizzazione del servizio idrico . Se il referendum passasse si impedirebbe il ricorso alle gare e all'affidamento della gestione dell'acqua a società di capitali. Si sosterrebbe così la gestione dell'acqua attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali. Il terzo intende eliminare la possibilità di fare profitti sull'acqua.

SUL WEB
Per sapere dove si può firmare basta cliccare su http://www.acquabenecomune.org/. Basta cliccare sulla regione di appartenenza per vedere nella propria città dove si possono trovare i banchetti. Ovviamente si può firmare anche negli uffici comunali. Sul sito del manifesto http://www.ilmanifesto.it/) c'è una sezione dedicata all'acqua bene comune, con articoli di archivio, documenti e un video «ad acqua armata». Il sito ufficiale del comitato referendario è http://www.siacquapubblica.it/. Un altro sito di riferimento è quello del Contratto mondiale dell'acqua http://www.contrattoacqua.it/). Fondamentale, se ci si appassiona all'argomento, una visita al sito del comitato di Aprilia, primo comune d'Italia a ripubblicizzare l'acqua grazie alla battaglia dei cittadini (http://www.acquaprilia.altervista.org/).


per approfondimento: leggi il dossier sui referendum stilato da Rifondazione Pescara

martedì 27 aprile 2010

Acqua pubblica: 100 mila firme in 48 ore. Parte alla grande la raccolta firme a sostegno dei referendum




Una partenza straordinaria quella della raccolta firme per i referendum per l’acqua pubblica. Più che raddoppiato l’obiettivo che il Comitato promotore si era dato alla vigilia del lancio. Sono infatti oltre centomila le firme raccolte nel fine settimana della Liberazione in centinaia di piazze italiane.

Una mobilitazione impressionante che ha visto lunghe file ai banchetti di tutte le città e dei paesi. Un folla consapevole e determinata, che in alcuni casi ha fatto anche diversi chilometri per trovare il banchetto più vicino a casa (l'elenco dei banchetti è qui).

Oltre 12mila firme in un solo giorno in Puglia, 10mila a Roma, 4mila firme a Torino città, 3500 a Bologna, 2500 a Milano. Dati impressionanti dalle piccole città: 4200 firme a Savona e provincia, 2mila firma a Latina e Modena, oltre 1500 ad Arezzo e Reggio Emilia. Dati sorprendenti sui paesi 1300 firma ad Altamura, 850 a Lamezia Terme.

Molti sindaci e amministratori hanno firmato in piazza, tra cui i sindaci di Ravenna ed Arezzo. In Molise Monsignor Giancarlo Bregantini (Arcivescovo metropolita di Campobasso) ha firmato in rappresentanza dei 4 vescovi delle Diocesi della Provincia.

Il comitato promotore esprime tutta la sua soddisfazione per il successo delle iniziative. Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile, un risveglio che parte da associazioni e da cittadini liberi, un risveglio che parte dall’acqua.


Come Federazione della Sinistra abbiamo aderito in maniera netta a questa campagna e ci stiamo impegnando, insieme al comitato promotore, per riuscire a far ritornare l'acqua un bene pubblico.


per saperne di più:
http://www.acquabenecomune.org/


Perchè si legge acqua, ma si scrive democrazia!