Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

lunedì 11 luglio 2011

A SINISTRA LA CULTURA E' DI CASA

Una tre giorni di iniziative a sfondo culturale presso la casa della sinistra di Bresso. Una rassegna che nasce dall'esigenza di dare vita al nostro nuovo spazio riappropriandoci del terreno culturale, proprio della sinistra, attraveso forme di comunicazioni e linguaggi differenti come il teatro e la musica. Le tematiche delle serate verteranno sulle discriminazioni, sulla questione di genere e sul radicamento delle mafie al Nord. 




















Programma:
GIOVEDì 14
VIAGGIO NELL'INTEGRAZIONE 
ore 19,00 - Aperitivo
Ore 21,00 - filmati e musiche a cura di Antonio Ruta


VENERDì 15
I DIRITTI DELLE DONNE
ore 19,00 - aperitivo
Ore 21,00 - spettacolo teatrale "Il corpo negato" interpretato da Deborah Morese


MARTEDì 19
LA MAFIA AL NORD
ore 19,00 - aperitivo
ore 21,00 - Presentazione del libro "Briangheta" di Marco Fraceti
con la partecipazione dell'associazione "Stampo antimoafioso"


lunedì 4 luglio 2011

racconto dalla valle

NON SI PUO' LASCIARE SOLA LA VAL DI SUSA NEL MOMENTO DELLA LOTTA

di Massimiliano Lio, Luca Cerpelloni, Diego Santucci (PRC Cinisello Balsamo); Jonathan Chiesa (PRC Niguarda-Milano); Umberto Bettarini (PRC Bresso)



Lo ammettiamo, siamo cinque terroristi. Perché ieri, domenica 3 luglio eravamo in Val di Susa, al cantiere de La Maddalena, dove si sono svolti gli scontri in occasione della manifestazione nazionale organizzata dal Comitato NO TAV. Con noi c’erano altri 70.000 terroristi. Di tutte le età. Donne e uomini. Valligiani. Persone giunte da tutta Italia, come noi.
Tutti lì con l’obiettivo di assediare il cantiere dell’Alta Velocità dopo lo scippo violento operato dalla polizia il 1 luglio scorso. Non eravamo lì per una scampagnata poi degenerata, come certa stampa (di destra e “sinistra”) vuole oggi far credere. Lo scopo della manifestazione era noto a tutti. Basta leggersi l’appello del Comitato NO TAV circolato nei giorni scorsi. È tutto scritto nero su bianco.
La TAV, opera inutile, speculativa, mafiosa, dannosa per il territorio e i suoi abitanti non si deve fare.
Questo dicevano ieri i valligiani con cui abbiamo sfilato. Uomini anziani e risoluti, che stringendo i pugni maledivano i carabinieri, ritornati l’altro giorno in massa a occupare nuovamente la loro terra.
Questo dicevano i tantissimi giovani accorsi da tutta Italia, a cui non sono bastati i proclami interessati e opportunistici a difesa dei beni comuni scanditi dai politici in questi mesi di campagna referendaria. E già diventati lettera morta.
Siamo partiti dal concentramento di Giaglione dopo le 9.00. Destinazione il cantiere de La Maddalena. Un lungo serpentone colorato e allegro.  Eterogeneo. Niente a che vedere con un reparto di paramilitari. Ci siamo incamminati su per i ripidi e stretti sentieri di questa valle incantevole. Gli stessi percorsi dai partigiani durante la guerra di Liberazione.
Assieme alle famiglie con bambini e agli anziani c’erano anche quelli che oggi la stampa definisce iperbolicamente i “professionisti della violenza”: si trattava di ragazzi giovanissimi e determinati, molte le ragazze, tutti italiani.
Una volta giunti alla baita de La Maddalena, uno dei campi-base della protesta NO TAV, gli organizzatori del comitato hanno invitato con un megafono i manifestanti a dirigersi verso le reti poste a difesa del cantiere per fare pressione. Ripetiamo, lo scopo della manifestazione non era fare una scampagnata.
Ebbene, neanche il tempo di toccare con le mani la barriera difensiva, è scattato improvviso e gratuito il getto degli idranti e il lancio di lacrimogeni urticanti. Sparati fin dall’inizio ad altezza d’uomo. Subito un anziano, in pantaloncini e scarpe da tennis (di certo non una tenuta da guerrigliero), viene portato via a braccia per uno squarcio nella coscia provocato dalla cartuccia dei gas.
Idranti, lacrimogeni, pallottole di gomma (abbiamo visto i segni lasciati sulle schiene di alcuni): per diverse ore la valle come le strade di Belfast, i vicoli di Gaza.
Fino a quando è piombato sull’area della baita un lacrimogeno, spargendo il panico tra quei manifestanti tranquilli a riposare, tra le famiglie con i bambini impauriti e in lacrime.
A quel punto è scattata la reazione. Un drappello di persone, portando con sè tavoli riadattati a scudi, si è diretto verso il punto caldo. Tra gli applausi generali, proprio di tutti. In prima fila tra gli altri tanti compagni. E soprattutto tanti abitanti della valle, molti con i capelli bianchi, che costruivano rudimentali fionde e davano consigli per inoltrarsi nei boschi. Partecipavano attivamente all’assedio. Che a questo punto (solo a questo punto), faceva un “salto di qualità”.
È andata avanti così per diverse ore. Le forze dell’ordine (?), al sicuro sul cavalcavia dell’autostrada, sparavano puntando sui manifestanti le cartucce di lacrimogeni, che in alcuni momenti ci sono sibilate molto vicino. A chi è stato meno fortunato di noi ha procurato fratture al naso, tagli in testa, squarci sul viso.
Ad accendere ulteriormente gli animi è stato poi l’atteggiamento da veri ultras da stadio adottato da chi dovrebbe tenere tutt’altro comportamento. Finanzieri che dal cavalcavia gettavano contro i manifestanti (decine di metri sotto) bottiglie piene d’acqua. E poi insulti e gesti provocatori. A un certo punto i poliziotti si sono messi a lanciare pietre, come un qualsiasi black bloc! Altro che la romantica visione pasoliniana dei poliziotti, che tanti, ingenuamente o opportunisticamente, richiamano dopo questi eventi.
In serata, come di consueto, si è scatenato il teatrino della politica politicante, mettendo in scena la disgustosa gara a dimostrare chi è più devoto alle forze dell’ordine. Che competizione tra maggioranza e opposizione!
I media, di qualsiasi “famiglia” di appartenenza, hanno immediatamente messo in opera la ben rodata strategia di dividere i manifestanti tra buoni e cattivi (invece eravamo tutti terroristi!); si sono subito impegnati a scavare fratture nel movimento NO TAV, con ricostruzioni degli avvenimenti fantasiose e distorte (il quotidiano La Repubblica aveva come inviato nei luoghi della protesta un giornalista che di solito si occupa di calcio…).
Senza comprendere che si tratta di tempo perso. Esiste una dialettica all’interno del movimento. Ma non è spostando l’attenzione dal merito della lotta a questioni di contorno, come la polemica sulle dichiarazioni del solito grillo parlante o richiamando dalla memoria del G8 di Genova lo spettro del black bloc, che si intaccherà la determinazione collettiva, fortemente radicata nella popolazione che non ci sta a farsi strappare via il proprio territorio dalla speculazione.
Occorrerà a questo punto un grosso impegno da parte nostra a smascherare le bugie e le mistificazioni messe in atto dalla maggioranza che copre l’intero arco parlamentare schierata a favore della TAV.
Sia chiaro, tutto questo si era messo in conto. Che qualcuno non pensi che quanto è successo ieri si sia trattato di un incidente di percorso. Non saranno gli strali di Napolitano o le polemiche di bassa cucina politica a far recedere gli abitanti della valle!
Noi cinque, militanti di Rifondazione comunista, ci siamo recati in Val di Susa perché condividiamo, così come il nostro partito, la lotta del movimento NO TAV.
Perché pensiamo che la battaglia a difesa dei beni comuni non si sia esaurita col felice esito dei referendum di giugno, ma continui sui territori, in primis quelli minacciati dalla speculazione e dallo scempio per realizzare opere inutili.
Perché riteniamo che ogni comunista debba sempre impegnarsi per raggiungere la piena coerenza tra le parole e i fatti.

Perché non possiamo lasciare sola questa valle nel momento della lotta.
NO TAV! A SARA’ DURA!

martedì 28 giugno 2011

Solidali con la popolazione della val Susa. La lotta non è ancora finita


Massimo Rossi (portavoce nazionale della Federazione della Sinistra)

2000 agenti in assetto di guerra, che attaccano i presidi di uomini e donne che difendono i beni comuni, l’acqua, l’aria, la terra, la salute, il denaro pubblico sprecato in grandi opere anacronostiche e dannose, è degno solo di uno stato totalitario.
Nonostante il messaggio forte e chiaro lanciato dal popolo italiano il 12 e 13 giugno scorsi nel referendum, si continua a imporre sulla testa dei cittadini scelte utili solo alla speculazione ed ai grandi affari delle grandi forze economiche, così come si intendeva fare per il nucleare e l’acqua.
Se tutte le forze democratiche, della sinistra e del centrosinistra, facessero mancare tutto il dovuto sostegno e la solidarietà alle popolazioni ed agli amministratori della Val di Susa in lotta , mancherebbero l’appuntamento all’alternativa al berlusconismo oggi all’ordine del giorno.
Nessuno può voltarsi dall’altra parte: facciamo sentire la nostra voce, manifestando la nostra solidarietà con la Val di Susa davanti alle sedi istituzionali e alle prefetture, nelle forme più efficaci possibili.


sabato 11 giugno 2011

AL VOTO, AL VOTO!

Il 12 e il 13 giugno in tutt' Italia si vota per i Referendum abrogativi.

I seggi saranno aperti domenica 12 giugno dalle 8,00 alle 22,00 e lunedì 13 dalle 7,00 alle 15,00.
Affinchè il referendum sia valido occorre che vadano a votare il 50%+1 degli aventi diritto al voto. E' perciò fondamentale la massima partecipazione al fine di non invalidare la votazione

Gli elettori saranno chiamati ad esprimersi su 4 quesiti referendari:

Referendum popolare n. 1:
Scheda di colore rosso - Modalità e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica: Abrogazione.
Il quesito prevedee  l’abrogazione di norme che attualmente consentono di affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati;

Referendum popolare n. 2:
Scheda di colore giallo – Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito: Abrogazione parziale di norme.
Il quesito propone l’abrogazione delle norme che stabiliscono la determinazione della tariffa per l’erogazione dell’acqua, il cui importo prevede attualmente anche la remunerazione del capitale investito dal gestore;

Referendum popolare n. 3:
Scheda di colore grigio – Abrogazione dei commi 1 e 8 dell’articolo 5 del dl 31 marzo 2011 n.34, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011, n.75: Abrogazione parziale di norme.
Il quesito propone l’abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare;

Referendum popolare n. 4:
Scheda di colore verde – Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.
Il quesito propone l’abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

Ciascun elettore ha diritto di esprimere il voto, con la matita copiativa, tracciando un segno sul riquadro corrispondente alla risposta da lui prescelta [“SI” o “NO”]. Votando SI, il cittadino esprime la volontà di abrogare le norme sottoposte a referendum; votando NO esprime la volontà di mantenere in vigore le norme sottoposte a referendum.

Durante le operazioni di voto le schede non vanno sovrapposte.

Per poter esercitare il diritto di voto è necessario recarsi presso l'ufficio di sezione nel quale si è iscritti alle liste elettorali (il numero della sezione si trova sulla scheda elettorale), e si dovrà esibire un documento di riconoscimento e la tessera elettorale personale.
Chi avesse smarrito la propria tessera elettorale personale, potrà chiederne un duplicato agli uffici comunali anche nei giorni della votazione (domenica 12 giugno e lunedì 13 giugno) per tutta la durata delle operazioni di voto.

domenica 5 giugno 2011

INIZIATIVE

mercoledì 8 giugno ore 21,00
presso la sala della Cooperativa 
Via Bologna 5/7

mercoledì 1 giugno 2011

LA CASSAZIONE HA DATO L'OK AL REFERENDUM SUL NUCLEARE


La furbata per impedire il referendum sul nucleare non passa, la Cassazione ferma Berlusconi.
Un altro tentativo di spallata alla democrazia fallisce miseramente con una vittoria della partecipazione politica per i tanti comitati che in questi mesi hanno raccolto milioni di firme. Adesso è necessario un grande sforzo collettivo di tutti per far vincere i Si e sfiduciare dal basso e per sempre il governo!






Per cancellare il nucleare, per l’acqua bene pubblico, per cancellare il legittimo impedimento, quattro SÌ il 12 e 13 giugno 



Contro ogni tentativo di equiparare i fascisti con i partigiani



Pubblichiamo le parole del presidente dell'ANPI, Carlo Smuraglia, in merito ad un disegno di legge sulle associazioni d'arma, che punta ad equiparare chi ha fatto la Resistenza con chi è stato combattente per la Repubblica di Salò

Ho detto due sere fa, in Piazza Duomo, in un momento di collettiva euforia, che bisogna essere sempre vigilanti e non distrarsi anche nei momenti di festa, perché i pericoli sono sempre in agguato. Il richiamo era fondato.
Chi ne volesse una prova, dovrebbe riflettere su ciò che è avvenuto due giorni fa, nella Commissione di difesa della Camera. Mentre tutti pensavano al voto e commentavano i risultati, in Commissione difesa la maggioranza portava avanti e concludeva un disegno di legge, per alcuni aspetti, vergognoso, perché nel dettare una disciplina per le associazioni di interesse delle forze armate, non solo pretende la loro totale apoliticità (che significa? Non si potrà neppure difendere la Costituzione?), non solo le pone sotto un penetrante controllo del Ministero della difesa, ma mette sullo stesso piano tutti i combattenti e dunque anche quelli che combatterono con la Repubblica di Salò. E’ un progetto ricorrente, che abbiamo sempre avversato e che ora è stato posto alla ribalta proprio in un giorno di diffusa distrazione, respingendo ogni tentativo di modifica e perfino gli emendamenti e un disegno di legge in materia, proposti dall’opposizione.
Il fatto è di una gravità inaudita, che l’ANPI denuncia con forza e con sdegno; bisognerà impegnarsi, da adesso fino al momento in cui il testo arriverà all’esame dell’Assemblea di Montecitorio, perché esso venga profondamente e radicalmente cambiato, proprio nelle parti che ho indicato e soprattutto in quella iniqua equiparazione tra combattenti della libertà e combattenti in difesa della dittatura fascista.
Chiediamo l’impegno di tutte le organizzazioni dei combattenti per la libertà, delle forze democratiche, in Parlamento e fuori, e ci rivolgiamo ai cittadini che hanno a cuore la democrazia e credono nell’antifascismo, per avere il loro appoggio e il loro sostegno; e mobiliteremo tutti i nostri scritti perché facciano sentire la loro voce ed impediscano questo sconcio, che nega la nostra storia e la Resistenza e offende la memoria dei Caduti per la libertà.
                                                                                       Carlo Smuraglia
                                                                                     Presidente Nazionale dell’ANPI

COMITATO BRESSESE PER I Sì AI REFERENDUM

APPELLO PER I REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO

Per cancellare il nucleare, per l’acqua bene pubblico, per cancellare il legittimo impedimento, quattro SÌ il 12 e 13 giugno.

Si è costituito Comitato bressese per i SÌ ai referendum del  12 e 13 giugno.

Il nucleare.
Il governo ha voluto riportare l’energia nucleare in Italia dopo un referendum nel 1987 che l’aveva rifiutata. Il nucleare è un cattivo affare: costa troppo, quasi tutti i paesi lo stanno abbandonando e in Italia le centrali non entrerebbero in funzione che tra quindici anni. Dopo gli incidenti di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima l’energia nucleare si è dimostrata una minaccia per la salute delle persone. L'efficienza energetica e le energie rinnovabili come il solare sono la strada che l’Italia deve seguire.

L’acqua.
Il governo impone il passaggio a imprese private del controllo e della gestione dell’acqua, considerandola una merce come le altre, dimenticando che l’acqua è un servizio essenziale, un diritto dei cittadini, un bene comune. Qui i referendum sono due: uno sulla gestione privata e l’altro sui profitti delle imprese - la legge prevede per i gestori un rendimento non inferiore al 7%. La privatizzazione non porterebbe a un miglioramento dell’efficienza, ma alla perdita del controllo da parte delle comunità locali su una risorse essenziale, all’aumento dei profitti e del potere delle multinazionali dell’acqua, al moltiplicarsi dei prezzi pagati dai cittadini.

Il legittimo impedimento.
Il governo ha introdotto il “legittimo impedimento” che permette al Presidente del Consiglio e ai Ministri di non comparire in udienza penale per la durata della loro carica. E’ un segno dell’arbitrio del potere politico e dell’”impunibilità” dei potenti.

Siamo convinti che di fronte ad un oscuramento dei media ed al palese tentativo del governo di far saltare il quorum, sia necessaria un’ampia mobilitazione dal basso che in primo luogo informi e convinca i cittadini di quanto sia importante recarsi a votare e far vincere i SÌ.
  

Per adesioni:


Prime adesioni: Associazione Culturale Entropia, Associazione Culturale Rivolta, Associazione Sueno Film, Associazione Giò. CO: RE, Federazione della Sinistra, Gruppo Consiliare La Sinistra l'Arcobaleno, Partito Democratico, Sinistra Critica, Sinistra e Libertà.

mercoledì 18 maggio 2011

NONOSTANTE LA CENSURA MEDIATICA LA FEDERAZIONE DELLA SINSTRA CRESCE

di Paolo Ferrero

“Nonostante la vergognosa censura mediatica di cui siamo stati oggetto, la Federazione della Sinistra cresce nelle elezioni amministrative. In particolare ci tengo a sottolineare tre elementi:

1)    Nelle elezioni provinciali, la somma dei voti delle forze che fanno parte della Federazione della Sinistra da luogo ad un risultato del 4,1%. Questo risultato rappresenta una crescita netta sia rispetto alle elezioni europee (era il 3,5% ) che rispetto alle elezioni regionali (era il 3,4%).  Nulla di clamoroso, tuttavia rappresenta una crescita reale della Federazione ed è – per rimanere a sinistra - un risultato percentuale identico a quello di SEL (4,1% pure loro) e di poco inferiore a quello dell’IdV (4,8%). Non male visto il completo oscuramento di cui siamo stati oggetto.
2)    La candidatura di Pisapia nelle elezioni primarie a Milano era stata sostenuta da SEL e dalla Federazione della Sinistra, che a Milano totalizza un 3,2 %, così come la Candidatura di de Magistris a Napoli è stata sostenuta dall’IdV e della Federazione della Sinistra, che totalizza il 3,6%. Anche qui, nulla di incredibile ma certo la Federazione della Sinistra è stata protagonista dei due fatti politici più rilevanti avvenuti nelle elezioni: la possibilità concreta di sconfiggere le destre ad opera di candidati di sinistra vera.
3)    Dalle elezioni esce quindi confermata la validità della nostra proposta politica: la possibilità concreta di battere le destre attraver so una alleanza delle forze di centro sinistra e di sinistra  - senza alleanze con il centro - e la necessità di unire le forze della sinistra (Federazione, SEL, IdV) al fine di modificare profondamente il profilo programmatico e politico del centro sinistra.

Mi pare che in questo clima in cui tutti fanno a gara a dichiararsi liberali e democratici, i mezzi di comunicazione dovrebbero dar conto di questi elementi di realtà.”

domenica 8 maggio 2011

La Sinistra ha bisogno del Mondo. Il Mondo ha bisogno di “Sinistra”






Pubblichiamo il documento politico presentato sabato 7 maggio, durante la giornata di inaugurazione della Casa della Sinistra di Bresso

La Sinistra ha bisogno del Mondo. Il Mondo ha bisogno di “Sinistra”.

Nell’ultimo ventennio l’accelerazione del carattere neoliberista delle politiche economiche unita alla rivoluzione tecnologica sono stati gli elementi costituenti di quel processo di “fusione a freddo” che ha preso il nome di globalizzazione. Un processo basato su di un sistema di relazioni umane ed economiche unicamente votato alla logica del profitto. Il meccanismo di “governance” globalmente edificato, ha utilizzato le leve della speculazione finanziaria e della guerra “ a bassa intensità” come strumenti di ordinaria amministrazione. La costruzione e la successiva esplosione di bolle speculative internazionali, l’innesco di una serie di guerre cosiddette “umanitarie”, sono il portato evidente di questa politica. Oggi, più di sempre, nuove masse di migranti cacciati dalle guerre, dalle persecuzioni e dalla povertà sono in marcia per raggiungere le “città stato” della “fortezza Europa”, dove saranno oggetti di politiche inumane e repressive, le quali fanno in modo da metterli contro l’esercito di vecchi e nuovi poveri che quelle città già abitano.
In questo quadro in Europa e, segnatamente, in Italia negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva erosione della Sinistra. Una Sinistra che, nel suo complesso, non può vantare solo luci. Infatti, su quelli che sono i temi storici della propria iniziativa – lavoro, diritti, accoglienza, pace – spesso non è stata in grado di fornire una risposta univoca. A volte è apparsa contraddittoria ed involuta e, in generale, non è mai stata in grado di rappresentare una valida alternativa al neoliberismo dilagante.
Questa erosione non si misura solamente ricordando la serie di tracolli elettorali che ne hanno cancellato la rappresentanza nelle istituzioni parlamentari nazionali ed europee, ma, e soprattutto, in termini di cultura e di egemonia.  
Di fronte alle profonde trasformazioni degli ultimi decenni, la Sinistra ha perso la sua capacità propulsiva di cambiamento, di elaborazione e di proposta di un modello alternativo di sviluppo e di società.
Di fronte ad un contesto sociale sempre più conflittuale, ad un impoverimento progressivo delle classi più deboli, alle lotte organizzate dei lavoratori per salvare le loro fabbriche, alle lotte di una generazione di precari per riconquistare diritti negati, alle lotte degli studenti per salvare la scuola pubblica e per dare dignità al proprio futuro, alle lotte dei migranti per i loro diritti spicca l’assenza di una sinistra politica in grado di essere sponda, sintesi e motore di un cambiamento.
Ricostruire la Sinistra oggi significa innanzitutto ricominciare ad ascoltare e comprendere i processi in atto, significa ricercare un nuovo senso, un nuovo linguaggio ed una nuova identità per contribuire a contaminare il mondo con i nostri valori e costruire un altro mondo possibile.
Ricostruire la Sinistra oggi significa restituire dignità al Lavoro, umiliato e reso mera variabile dipendente del capitale. Significa affermare che la tutela dell’ambiente è questione fondamentale, che bisogna fermarsi in tempo, ripensare un sistema di vita e un modello di sviluppo diversi e compatibile. Significa lottare ed affermare i diritti di migranti e minoranze, oggi lampante esempio di democrazia negata.
Ricostruire la Sinistra oggi significa percorrere un lungo cammino di analisi, che deve partire dalle esperienze e dalle conquiste del XX secolo. Questo, però, deve essere contestualizzato ad un una fase completamente diversa dove indispensabile diventa la ricerca di nuove forme e pratiche politiche.
Ricostruire la Sinistra oggi significa dare spazio alle nuove generazioni, offrire uno spazio anche fisico dove un giovane possa vivere la politica come momento culturale creativo di formazione e di crescita. Uno spazio da riempire di passione. Perchè questo dovrebbe essere la politica: la passione di occuparsi del mondo.
La  Sinistra del nuovo millennio è un percorso in divenire, un libro tutto da scrivere. Noi vogliamo contribuire scrivendo una piccola pagina, in questa “Casa della Sinistra” di Bresso. Una “Casa della Sinistra” che vuole diventare spazio aperto, partecipato, plurale, dove culture diverse possano incontrarsi e confrontarsi, un laboratorio di discussione politica, di iniziative, di dialogo. Una casa comune per chi si sente di sinistra e ha voglia di mettersi in gioco e di dare il proprio contributo.
Vogliamo questo e lo vogliamo subito, a partire dalla prossima battaglia referendaria contro il nucleare e per l’acqua bene comune. Ennesimo bene pubblico e diritto di tutti che si vorrebbe mercificare e piegare alla logica del mercato.

La Sinistra ha bisogno del Mondo. Il Mondo ha bisogno di “Sinistra” , costruiamola insieme!

giovedì 5 maggio 2011

A BRESSO NASCE LA CASA DELLA SINISTRA

SABATO 7 MAGGIO
dalle ore 17,30
Via San Giacomo 4
INAUGURAZIONE CASA DELLA SINISTRA


A BRESSO NASCE LA CASA DELLA SINISTRA!!!

Uno spazio aperto, partecipato, plurale, dove diverse culture potranno incontrarsi e confrontarsi. Un laboratorio di discussione politica, di iniziative e di dialogo. Una casa comune per chi si sente di sinistra e ha voglia di mettersi in gioco e di dare il proprio contributo.

Vi aspettiamo all'inaugurazione, sabato 7 maggio dalle ore 17!!!

Dopo l'inaugurazione vera e propria, con brindisi e ottimo cibo, proietteremo degli spezzoni di video sull'acqua tratti dagli archivi di BiblioLavoro, Filmmaker festival, Rai teche e You Tube. A seguire gran finale in musica.

IL MONDO HA BISOGNO DI SINISTRA: COSTRUIAMOLA INSIEME!!!

domenica 17 aprile 2011

Bresso, presidio in ricordo di Vittorio Arrigoni







Lunedì 18 aprile  h 20.30 davanti al Comune di Bresso presidio per ricordare Vittorio Arrigoni attivista pacifista dell' “ONG International Solidarity Movement”,  ucciso a Gaza lo scorso 15 aprile.
Un uomo di pace che ha dedicato la sua vita alla difesa della libertà e dei diritti umani dei cittadini palestinesi.

Stay Human - Restiamo umani